Piano dell'Offerta Formativa
delle Scuole dell'Infanzia e delle Scuole Elementari
del Circolo Didattico di Coriano

Il presente Piano è composto di tre parti

ASPETTI GENERALI

I NOSTRI DOCUMENTI

LE NOSTRE ATTIVITA'
  • Piano delle attività


FINALITA'

La scuola primaria non può che perseguire le finalità generali della Costituzione, che sono enunciate, direttamente o indirettamente, agli art. 2, 3, 4, 30, 33, 34.
Le finalità generali sono riprese poi dalle leggi che istituiscono e regolano i vari ordini di scuola, in particolare la legge 53/03 che all'art. 2, fra le altre cose, precisa:
..."la scuola dell'infanzia concorre all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, e ad assicurare un'effettiva eguaglianza delle opportunità educative; nel rispetto della primaria responsabilità educativa dei genitori, essa contribuisce alla formazione integrale delle bambine e dei bambini e, nella sua autonomia e unitarietà didattica e pedagogica, realizza la continuità educativa con il complesso dei servizi all'infanzia e con la scuola primaria".
E, per la scuola elementare ..."la scuola primaria promuove, nel rispetto delle diversità individuali, ivi comprese quelle derivanti dalle disabilità, lo sviluppo della personalità, ed ha il fine di far acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità di base fino alle prime sistemazioni logico-critiche, di far apprendere i mezzi espressivi, ivi inclusa l'alfabetizzazione in almeno una lingua dell'Unione Europea oltre alla lingua italiana, di porre le basi per l'utilizzazione di metodologie scientifiche nello studio del mondo naturale, dei suoi fenomeni e delle sue leggi, di valorizzare le capacità relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo, di educare ai principi fondamentali della convivenza civile".

MACROTENDENZE SOCIO-CULTURALI

Il quadro di riflessione intorno al contesto entro cui opera il nostro istituto scolastico richiede, in via prioritaria, una attenta considerazione delle macrotendenze socioculturali in atto, quali:

CONTESTO SOCIO-CULTURALE e RISORSE LOCALI

Il Circolo Didattico, dopo il dimensionamento operato a partire dall'anno scolastico 2000/2001, si estende sul solo Comune di Coriano. Comprende un territorio, prevalentemente collinare, piuttosto vasto in rapporto al numero degli abitanti (circa 8.000 abitanti). Confina con i comuni di Rimini, Riccione, Misano, S. Clemente, Montecolombo, Montescudo e Repubblica di S. Marino.
Il contesto culturale e socio - economico della realtà locale e relativo alla realtà scolastica è caratterizzato principalmente da una componente socioeconomica di tipo operaio ma sta diventando sempre più ampia la presenza di professionisti, impiegati e piccoli imprenditori provenienti dalle vicine città della costa ove continuano comunque a svolgere la loro attività lavorativa, oppure da altre Regioni italiane.
In costante aumento sono i lavoratori extracomunitari, impegnati nell'edilizia e in piccole attività commerciali, mentre sempre più marginali sono le attività praticate in agricoltura.
Il Circolo Didattico è formato da 3 plessi di scuola elementare, 5 plessi di scuola materna statale con un numero medio complessivo di 650 alunni come indicati nella Carta dei Servizi.
A Coriano paese funziona altresì 1 plesso di scuola materna privata paritaria con numero medio di 50 alunni. Diversi alunni frequentanti la scuola elementare e materna del Circolo provengono da Comunità terapeutiche e assistenziali funzionanti sul territorio del Comune; altri alunni provengono da varie regioni italiane, oppure da paesi extracomunitari (Albania, Marocco, Kossovo, Cina, ecc.)
In conseguenza di queste particolari situazioni di disagio sociale e/o familiare, molti di questi alunni esprimono un vissuto di sofferenze sul piano psichico o di deprivazioni a livello relazionale e culturale, fatti che, sommati ad una loro frequenza scolastica non sistematica, (sovente con arrivi e partenze in corso d'anno), comportano molteplici difficoltà agli insegnanti nell'organizzazione del lavoro scolastico e nel conseguimento di esiti soddisfacenti. Un numero elevato di alunni frequentanti le scuole elementari e materne del Circolo Didattico è in situazione di handicap (annualmente la media degli ultimi anni è stata di circa 25 alunni), diversi dei quali provenienti da altri Comuni del Distretto scolastico 47.
Le principali risorse del Circolo didattico sono costituite dal personale interno: i molti docenti impegnati nello studio e nella ricerca per poter offrire un servizio educativo di alta qualità ai diversi livelli.
Altra fondamentale risorsa umana è rappresentata dalla disponibilità dei genitori ad essere coinvolti in iniziative di raccordo fra scuola e territorio, fatto che facilita il compito della nostra istituzione a essere presente nella maggior parte dei programmi a sfondo educativo e culturale promossi da Enti Locali, Pro Loco o di diretta iniziativa della scuola.

DIAGNOSI DEI BISOGNI FORMATIVI

La riflessione sulle macro tendenze in atto e sui bisogni e risorse locali ha portato tutti gli operatori del nostro Istituto a diagnosticare bisogni formativi preponderanti per i nostri bambini e a formulare risposte coerenti.

IL PROGETTO PEDAGOGICO-DIDATTICO

Sulla base dei compiti istituzionali, del contesto socio-ambientale e degli indirizzi che il Consiglio di Circolo ha elaborato, sono stati individuati gli obiettivi generali comuni ai due ordini di scuola di questa Direzione Didattica nonché gli obiettivi per la scuola dell'infanzia e della scuola elementare.

OBIETTIVI GENERALI COMUNI
  1. Promuovere l'acquisizione di una più ricca realtà interiore, attraverso la valorizzazione dell'identità, dell'esperienza e delle capacità personali, dell'autostima e del senso di appartenenza al gruppo;
  2. Promuovere l'acquisizione dei vari tipi di linguaggio e la costruzione di una propria identità culturale attraverso conoscenze e abilità, attraverso l'interazione con l'ambiente naturale e sociale e attraverso il riconoscimento di problemi e la possibilità di risolverli;
  3. Praticare i valori del reciproco rispetto, dell'impegno competente e responsabile della cooperazione e della solidarietà con la consapevolezza che la diversità è fonte di arricchimento interiore.

per la scuola dell'infanzia

Identità

Strumenti culturali

Convivenza Civile

per la scuola elementare

Il progetto pedagogico didattico di questa scuola viene delineato attraverso scelte educative.

LE SCELTE EDUCATIVE

La nostra scuola caratterizza le proprie proposte educative come proposte concrete di tipo trasversale, pensate entro coordinate generali capaci di creare pluralismo, dialogo, accettazione dell'altro e opportunità di sviluppo della persona senza pretese di tipo assimilativo. Coerentemente con la propria finalità istituzionale di "formazione dell'uomo e del cittadino nel quadro dei principi affermati dalla Costituzione della Repubblica" e dall'analisi dei valori che caratterizzano la società odierna, sul piano della cultura e della convivenza civile, la nostra scuola intende esprimere proprie finalità che si concretizzano attraverso SCELTE EDUCATIVE specifiche.

Educazione ai valori

Processi culturali da attivare

Tali scelte educative portano a privilegiare, nelle concrete azioni della nostra scuola, l'accoglienza di tutti i bambini, l'integrazione degli alunni in situazione di handicap, la prevenzione del disagio socio - culturale, l'impegno a favorire la frequenza scolastica dei bambini stranieri, i rapporti di collaborazione tra scuola e famiglie, anche attraverso l'adozione di un esplicito contratto formativo.

L'accoglienza

L'idea di identificare l'accoglienza con il primo periodo dell'anno scolastico è stata introdotta per la prima volta da Clotilde Pontecorvo, consolidata nel tempo da numerose esperienze nelle diverse realtà scolastiche.
Tuttavia noi insegnanti riteniamo che l'accoglienza non possa limitarsi solo ad una prima fase bensì debba rimanere come sfondo che concorre a delineare un preciso stile relazionale ed educativo.
Accoglienza quindi come ambiente che "crea" uno spazio per l'altro sia nel luogo in cui opera che dentro di sé. Offrire ai bambini la possibilità di "conoscersi e conoscere" attraverso esperienze realizzate dando ampio spazio all'ascolto, al confronto e allo scambio di vissuti diversi.
Nella scuola dell'infanzia ed elementare gli insegnanti, in collaborazione con il personale ausiliario, si avvalgono di molteplici strategie e percorsi per accogliere bambini e genitori:

L'accoglienza rappresenta un punto privilegiato d'incontro fra scuola e famiglia, così com'è evidenziato fortemente dalle "indicazioni....", che dalle "raccomandazioni....", come fondamento essenziale della qualità della scuola e della sua offerta formativa.
Ancora prima dell'ingresso del bambino è necessario attivare una serie di strategie che favoriscano al costruzione di un rapporto di fiducia e collaborazione.
E' importante privilegiare esperienze relazionali e sociali cercando da subito di entrare in sintonia con la realtà familiare di ciascun bambino. "Prendersi cura significa anche saper gestire un processo di crescita nella sua complessità e richiede da parte nostra un atteggiamento di tipo razionale, non basta conoscere teorie, ma contare sul nostro sviluppo interiore che prima di tutto è emozionale, divenendo via via più consapevole e razionale.

Sono le parole chiave in cui il gruppo dei docenti del Circolo di Coriano si identifica per operare scelte educativo-didattiche in sintonia con il "metodo" dell'accoglienza.

Nei giorni precedenti le iscrizioni, la scuola organizza specifici incontri rivolti alle famiglie i cui bambini nell'anno successivo frequenteranno rispettivamente la prima elementare e la scuola per l'infanzia.
Gli incontri sono finalizzati alla presentazione del progetto educativo di circolo.
Nel mese di settembre, in ciascuna scuola dell'infanzia ed elementare, si svolgeranno specifiche riunioni per i genitori dei nuovi iscritti alla presenza degli insegnanti di sezione o di classe.
Nel corso dei mesi autunnali si terranno anche assemblee o incontri individuali tra gli insegnanti e le famiglie. In tutte le scuole del circolo si presta molta attenzione al primo periodo dell'anno scolastico, ed in particolare in riferimento agli alunni che hanno appena iniziato la frequenza.
Nei primi giorni la scuola funziona ad orario ridotto (solo mattutino) e con la compresenza di tutti gli insegnanti di sezione o classe, per consentire ai bambini un approccio graduale all'ambiente scolastico e la conoscenza immediata di tutti gli insegnanti.

L'integrazione degli alunni in situazione di handicap

L'inserimento di alunni in situazione di handicap che rappresenta una applicazione specifica del nostro orientamento circa l'accoglienza nelle sezioni\classi è finalizzato alla piena integrazione di ognuno; offrendo agli alunni disabili ogni possibile opportunità formativa, la scuola si propone l'obiettivo di consentire a ciascuno il pieno sviluppo delle proprie potenzialità.
L'integrazione degli alunni in situazione di handicap impegna docenti, alunni e genitori nel difficile percorso di accettazione della diversità e rappresenta un importante momento di crescita personale e umana per ogni componente della comunità scolastica. Essa contribuisce anche a modificare positivamente tutto l'ambiente e l'organizzazione delle scuole del Circolo.
Per ciascun alunno disabile la scuola, in collaborazione con la famiglia e con gli specialisti del servizio territoriale di Neuropsichiatria Infantile, predispone un apposito "piano educativo individualizzato"; per favorire l'integrazione, si avvale di insegnanti statali specializzati (i cosiddetti "insegnati di sostegno") e, di personale assistenziale messo a disposizione dagli Enti Locali e dalla ASL attraverso apposite Convenzioni con la Direzione Didattica.

Nel Circolo funziona un'apposita struttura denominata UNITÀ EDUCATIVA SPERIMENTALE per la ricerca e la sperimentazione di soluzioni ottimali nell'integrazione e nel recupero degli alunni disabili anche molto gravi, formata dai docenti delle classi e da quelli di sostegno e coordinato dalla psicopedagogista, con lo scopo di migliorare l'efficacia degli interventi.
Le attività di integrazione e il conseguente intervento degli operatori riguardano tutta la classe o tutto il gruppo in cui è inserito l'alunno in difficoltà; le attività di tipo individuale necessarie sono programmate nel piano educativo individualizzato.

Per questo intendiamo accettare il bambino, e in modo particolare quello svantaggiato, assieme alla sua esperienza e alla sua conoscenza; in modo di fare delle pre-conoscenze degli alunni il punto di partenza per l'attività di istruzione - educazione da intraprendere..
La nostra scuola intende cogliere la parola "Educare" nel suo significato di instaurare un rapporto adulto - bambino indirizzato alla comprensione del come e del perché dei comportamenti, sia culturali che relazionali, non al giudizio morale su di essi.
Ciò nello spirito dei maggiori studi relativi al problema dello svantaggio che hanno confermato i molti danni provocati dal contesto socio-culturale sfavorevole profondi e quasi irreversibili già all'età di tre - quattro anni. Per questo pensiamo che l'intervento nei confronti dello svantaggio debba essere un impegno prioritario già della scuola dell'infanzia.
A questo fine la scuola metterà in atto un modello organizzativo e didattico flessibile, con l'uso di metodologie pluralistiche atte a favorire anche l'uso dei linguaggi non verbali, l'organizzazione di laboratori e di attività scolastiche varie e motivanti (teatro, gite e visite guidate sul territorio...) e collaborazioni con altre agenzie educative (Enti Locali, associazioni, famiglie ...) ( Si veda il cap. " Le scelte curricolari")
In modo specifico attiverà il progetto " Scuola ed extrascuola insieme nel territorio per prevenire il disagio e l'insuccesso educativo" in stretto raccordo tra scuole materne ed elementari del Circolo, particolarmente pregnante in alcune situazioni del nostro territorio.
Il progetto verterà su alcune tematiche di ricerca di grande rilevanza sul piano della formazione individuale e sociale, quali:

Continuità

La continuità consiste nella possibilità di intervenire in modo costruttivo nell'iter scolastico dell'alunno; questo fatto è strettamente legato alla professionalità del docente che deve saper "vedere" quali siano le migliori strategie e attività per gli alunni di quella classe in modo che siano significativi nel contesto della loro esperienza. Questo dovrebbe essere il senso della "continuità" e non il mero passaggio di informazione, magari incontrandosi personalmente, che purtroppo hanno spesso il risultato di andare a facilitare ulteriori irrigidimenti.

LE SCELTE ORGANIZZATIVO-DIDATTICHE

Nella scuola dell'infanzia.

La scuola dell'infanzia si propone come significativo contesto ludico - relazionale, luogo di apprendimento e socializzazione così come vengono espressi negli ORIENTAMENTI del '91. Sulla base di questi principi essa elabora annualmente la Programmazione educativa e didattica e il Piano annuale delle attività.

Funzioni fondamentali di questa scuola sono

Le attività didattiche dei plessi del Circolo sono organizzate in "campi di esperienza", secondo le indicazioni degli Orientamenti in vigore, gestiti secondo una responsabile flessibilità ed inventiva operativa e didattica, nello spirito del Regolamento sui curricoli nell'autonomia, ai sensi dell'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, con percorsi didattici secondo modalità fondate su obiettivi formativi specifici di apprendimento e competenze degli alunni. ( si vedano, più avanti, i paragrafi " scelte curricolari" e " aggiornamento e formazione")
Le attività prevedono modalità diverse, allo scopo di rendere più efficace il progetto educativo, anche in relazione ai diversi ritmi, tempi e stili di apprendimento, alle motivazioni e agli interessi dei bambini:

Le attività di laboratorio favoriscono i rapporti interpersonali tra bambini e permettono loro scambi di esperienze con coetanei di altre sezioni.
Nei laboratori l'apprendimento è basato sulla ricerca e sulla produzione personale; gli insegnanti hanno la possibilità di seguire individualmente gli alunni, anche mediante strumenti, metodi, attività differenziate in rapporto all'età, ai diversi ritmi e tempi di apprendimento, agli interessi e alle motivazioni di ogni singolo alunno.
Verranno favoriti spazi - laboratorio e angoli dove i bambini possano manipolare, costruire, inventare utilizzando soprattutto materiali poveri e non strutturati (creta, legno, carta di recupero...)

Per tipologia i laboratori possono essere catalogati in

Verranno in particolare favorite attività organizzate a gruppi in modo da rendere possibile, ai massimi livelli, l'integrazione dei bambini in situazione di handicap.

Nella Scuola Elementare

I Programmi Ministeriali del 1985 forniscono indicazioni molto ampie sui possibili contenuti di insegnamento; i docenti, nell'ambito delle attività di programmazione annuale, operano una selezione ragionata di obiettivi e contenuti in relazione alle esigenze specifiche degli alunni loro affidati.
Anche per la scuola elementare ci si atterrà allo spirito del Regolamento sui curricoli nell'autonomia, ai sensi dell'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, con percorsi didattici secondo modalità fondate su obiettivi formativi specifici di apprendimento e competenze degli alunni.
Al fine di rendere le attività didattiche sempre più funzionali all'autonomia scolastica, verranno particolarmente valorizzate le risorse professionali interne al Circolo, sia attraverso la formazione generalizzata di tutti gli insegnanti in ciò coadiuvati da consulenti esterni, sia con la costituzione di gruppi di insegnanti che mettono in comune le proprie competenze professionali, coordinati da alcuni colleghi del Circolo (funzioni - obiettivo e non ), per il miglioramento delle competenze didattiche e metodologiche di tutti.
Così, si impegneranno ulteriori forze, sulla base di quanto svolto negli ultimi due anni di sperimentazione dell'autonomia, per affrontare

  • attività di ricerca individuale e di gruppo su problematiche disciplinari e/o su tematiche a carattere storico-sociale o attinenti il mondo della natura
  • studio dei curricoli basati su obiettivi formativi e competenze.
  • pratica del gioco quale modalità di apprendimento piacevole e gratificante;
  • utilizzazione funzionale di biblioteche scolastiche aggiornate;
  • impiego di strumenti multimediali per valorizzare forme di intelligenza intuitiva, empirica e immaginativa, assai diffuse tra i ragazzi.
  • L'ORGANIZZAZIONE DELL' ATTIVITA' DIDATTICA

    L'organizzazione modulare

    L'organizzazione didattica della scuola elementare segue in linea generale le indicazioni della legge 148/90.
    Gli insegnanti sono utilizzati, nella generalità dei casi, secondo moduli organizzativi costituiti da tre insegnanti su due classi. Nei plessi di Coriano capoluogo e Cerasolo essendo dispari il numero delle classi, i moduli sono costituiti da quattro docenti di base su tre classi oltre ad altri interventi trasversali che coinvolgono tutte le classi di un plesso.
    Gli insegnanti di sostegno e di I.R.C. e della prevenzione della dispersione scolastica assumono la contitolarità per ciascun anno scolastico delle classi in cui operano.

    Le attività didattiche sono organizzate in modo da riservare, a ciascuna disciplina, sia adeguati tempi di insegnamento secondo della C.M. 116/96 sia la necessaria flessibilità organizzativa come richiede l'art. 8 del Dpr 275/99 per la gestione del Curricolo di scuola (85% di curricolo nazionale e 15% di curricolo locale).

    L'Unità Educativa Sperimentale

    L'Unità Educativa Sperimentale (U.E.S.) viene istituita nel Circolo, come idea generale nel 1999, sulla base di una precedente esperienza decennale , l'UEA ( Unità Educativa Assistenziale) L'UES si prospetta come una struttura innovativa sia sul piano organizzativo che metodologico-didattico.
    Essa prevede la permanenza nella classe per tutti gli alunni disabili, anche i più gravi, per la massima durata consentita dalle loro condizioni di gravità psicofisiche, assieme a tutti gli altri alunni. Ai momenti di integrazione nei gruppi classe alterna frequenti momenti di laboratorio con la partecipazione, di volta in volta, degli alunni di tutte le classi o sezioni
    L'Integrazione viene qui intesa come:

  • Apprendimento cooperativo;
  • Tutoring tra gli alunni;
  • Collaborazione tra docenti di classe e di sostegno;
  • Collaborazione tra docenti e famiglia;
  • Coerenza progettuale;
  • Raccordo interno esterno;
  • Fruizione delle diversità;
  • Correlazione tra atteggiamenti ed azioni;
  • Apprezzamento delle "leadership" nel significato di guida temporanea di un segmento del progetto educativo-didattico.
  • Finalità strategiche

    Per poter rispondere in modo coerente con le finalità sopra indicate, la struttura UES attiva i seguenti servizi :
    * SERVIZIO TEAM DI "FORMATORI" svolto da docenti del Circolo specializzati su tecniche e metodi per il recupero e l'integrazione;
    * SERVIZIO "CENTRO DI DOCUMENTAZIONE SULL'INTEGRAZIONE";
    * SERVIZIO "CENTRO DI DOCUMENTAZIONE SULL'INTEGRAZIONE";
    * ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA A LABORATORI

    L'U.E.S. (Unità Educativa Sperimentale) si configura in tal modo come modello organizzativo di base di tutto il Circolo di Coriano, pur essendo fisicamente collocato all'interno di uno dei plessi del Circolo (il plesso "A.F.Favini" di Coriano capoluogo) e rappresenta l'idea motrice per un rinnovamento pedagogico e organizzativo permanente del Circolo.
    Essa intende quindi perseguire il successo formativo di tutti gli alunni ponendosi nel Circolo come STRUTTURA DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE e DOCUMENTAZIONE avendo come oggetto NUOVE MODALITA' DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA E LA VALORIZZAZIONE DELLE POTENZIALITA' COGNITIVE E COMUNICATIVE DEGLI ALUNNI IN SITUAZIONE DI HANDICAP.
    Nel corrente anno scolastico 2004/2005 sono infatti, presenti nel Circolo didattico complessivamente n. 31 ALUNNI in situazione di handicap.

    Le modalità degli interventi didattici

    Le attività didattiche possono essere organizzate e svolte con modalità diverse allo scopo di rendere più efficace l'intervento formativo. In linea di massima possono essere:
    a) attività collettiva di grande gruppo (classe)
    L'attività collettiva di grande gruppo permette di comunicare informazioni uguali per tutti, di far interagire le conoscenze e le competenze di ciascun alunno con quelle di tutti gli altri per la costruzione di un sapere comune basato sulle pre-conoscenze di ciascuno, anche attraverso l'utilizzo di mezzi audiovisivi o altri strumenti. La lezione collettiva è quindi vista come superamento della pura trasmissione di saperi.
    b)attività di piccolo gruppo o coppie
    Il lavoro a coppie e di gruppo, visto come momento integrativo dell'insegnamento collettivo, è essenziale per la sua funzione formativa (sia sul piano dell'apprendimento che sul piano relazionale), è utile nella fase di rielaborazione delle conoscenze anche in funzione della loro sistematizzazione e del loro consolidamento (tecniche di aiuto reciproco). Si basa sulla condivisione delle responsabilità e sulla disponibilità relazionale.
    c) attività per gruppi formati da alunni di classi diverse ( classi aperte e laboratori)
    Questa modalità, oltre ad un diverso utilizzo degli spazi e delle attrezzature a disposizione, permette un maggior sviluppo delle potenzialità dei bambini mediante la fruizione di maggiori e diverse opportunità dia apprendimento e di stimolo delle attitudini individuali
    d) interventi individualizzati
    L'individualizzazione, come trattamento differenziato degli alunni, è una strategia che consente di soddisfare le necessità di formazione di ciascuno.
    Per tali interventi riteniamo che le modalità più appropriate siano
    * impostazione di un rapporto docente \ discente adeguato alle esigenze del soggetto;
    * conoscenza dello stile personale di apprendimento dell'alunno e delle condizioni che ne facilitano l'apprendimento;
    * adeguamento delle proposte didattiche (e quindi anche dei materiali) alle reali potenzialità dei singoli alunni, in maniera tale da sfruttare l'area di sviluppo prossimale nel cui ambito l'insegnante può essere certo che l'alunno abbia le maggiori possibilità di conseguire gli obiettivi prefissati.
    Tenendo conto di tutto ciò, e anche dell'eventuale ricorso a veri e propri interventi di recupero previsti nel Progetto S.A.R.A. , riteniamo possibile che gli alunni in difficoltà possano seguire i piani programmati per la classe nella sua generalità.

    Le nuove tecnologie didattiche e multimediali

    Le nuove tecnologie didattiche, e quelle multimediali in particolare, rappresentano un decisivo elemento di innovazione nelle nostre scuole per almeno quattro motivi:
    * la cultura e la operatività necessarie al dominio della tecnologia che caratterizza il nostro tempo rivestono un ruolo fondamentale nel processo formativo
    * la multimedialità non è semplice insieme di procedure e strumenti ma costituisce essa stessa un "dimensione culturale" dalla quale oggi non si può più prescindere nel processo formativo
    * l'educazione alla multimedialità comporta un uso attivo e creativo delle tecnologie
    * l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione può arrecare un notevole contributo al miglioramento e all'efficacia dei processi di insegnamento e di apprendimento in quanto costituisce un utile strumento per potenziare la professionalità dei docenti.
    Le nuove tecnologie didattiche verranno soprattutto valorizzate nei seguenti ambiti:
    * l'espressione e la comunicazione
    * la comunicazione interpersonale e la collaborazione anche a distanza
    * la fruizione dei messaggi multimediali e dei sistemi di comunicazione al fine di favorire la crescita culturale.

    LE SCELTE CURRICULARI

    I contenuti curricolari attengono prioritariamente le "discipline scolastiche" per le scuole elementari e i " campi di esperienza" per le scuole dell'infanzia desunti dai Programmi Ministeriali del 1985 e dagli Orientamenti del '91 e adattati al contesto scolastico attraverso la programmazione educativo-didattica.

    Per la scuola elementare essi sono:

    Per la scuola dell'infanzia sono:

    All'interno di tali contenuti "istituzionali" il Circolo di Coriano esplicita proprie "scelte" riguardanti:

    Strumento principale per la determinazione di tali scelte è la Programmazione.

    La PROGRAMMAZIONE rappresenta il mezzo privilegiato per consentire un progetto generale, qual è quello contenuto nei programmi nazionali e caratterizzato da una precisa dimensione istituzionale, di calarsi nella situazione concreta rappresentata dalla singola scuola, posta in un determinato contesto geografico e sociale, con un corpo insegnante, delle strutture e degli allievi particolari.
    Essa fa riferimento costante al documento di PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE del Circolo elaborato per discipline.
    Le fasi tramite le quali si realizzano strutture e funzione della programmazione sono le seguenti:

    1. conoscenza e corretta interpretazione della situazione educativa
    2. identificazione degli obiettivi educativi e didattici
    3. scelta ed organizzazione dei contenuti dell'insegnamento
    4. individuazione di metodi, strategie, risorse per le attività didattiche
    5. verifica e valutazione
    6. organigrammi del modulo
    7. definizioni delle attività per le ore di contemporaneità e per eventuali attività alternative
    8. organizzazione delle attività di sostegno.

    La specificità della gran parte delle scelte curricolari del Circolo di Coriano è data dallo stretto connubio tra formazione dei docenti e sperimentazione delle azioni didattiche. Gli ambiti di ricerca e sperimentazione privilegiati riguardano aspetti, segmenti ritenuti più importanti o urgenti dei SAPERI DELLA SCUOLA DI BASE Su questi i docenti operano da alcuni anni, organizzati in gruppi di lavoro.

    Aggiornamento e formazione

    Una scelta fondamentale del nostro Istituto scolastico è quella di un contemporaneo e complementare rapporto tra attività didattica, attività di ricerca disciplinare e interdisciplinare ad opera dei docenti e la formazione in servizio degli stessi docenti.
    L'aggiornamento professionale dei docenti presso il nostro Circolo Didattico, è un importante elemento di qualità del servizio scolastico; esso è finalizzato a fornire ai docenti strumenti culturali e scientifici per sostenere la sperimentazione e le innovazioni didattiche.
    Nel Circolo didattico di Coriano funziona una apposita commissione di docenti che ha la funzione di proporre e organizzare iniziative qualificate di aggiornamento. Per realizzare le proposte stesse, il Circolo reperisce anche risorse finanziarie rispetto a quelle messe a disposizione dal MIUR, attraverso fondi provenienti dal Diritto allo studio e fondi strettamente comunali. In tal modo gli incontri formativi con esperti sono parte integrante dei progetti didattici stessi.
    I criteri che ispirano le attività formative dei docenti

    Verifica e valutazione

    La programmazione didattica prevede momenti di verifica e valutazione quali strumenti di regolazione dell'attività di insegnamento-apprendimento.
    Al termine di una o più unità didattiche e/ o durante le varie attività, gli insegnanti possono somministrare diversi tipi di verifiche volte a valutare il grado di raggiungimento e interiorizzazione, da parte di ciascun alunno, degli obiettivi proposti.
    A seconda dell'obiettivo da verificare/valutare si effettueranno prove con diverse modalità: orali, scritte, grafiche, motori, pratiche.
    L'osservazione diretta del comportamento degli alunni fornirà inoltre informazioni continue circa il livello da loro raggiunto in riferimento alla disciplina su cui si è fermata l'attenzione degli insegnanti.
    Il processo valutativo va sempre inteso in senso formativo per offrire all'alunno possibilità immediate di aiuto anche attraverso interventi individualizzati e diversificati.
    La verifica e la conseguente valutazione diventano momenti di contemporanea verifica in itinere dell'efficacia dell'azione educativo-didattica dei docenti che sono chiamati pertanto aalla eventuale revisione della programmazione iniziale, apportando i necessari correttivi e integrazioni.
    Attualmente sono stati costruiti strumenti per la valutazione di

    • valori e processi culturali alla base del P.O.F.
    • sperimentazione di segmenti disciplinari
    • sostegno all'insegnamento e formazione dei docenti: bisogni, soddisfazioni, aspettative
    • integrazione di alunni in situazione di handicap
    • aspetti organizzativi

    Destinatari degli strumenti prodotti sono sia gli insegnanti che gli alunni e i loro genitori.

    Il percorso attraverso il quale si perviene alla realizzazione dell'attività didattica in classe si attuerà attraverso le seguenti fasi

    1. Progettazione di brevi unità didattiche
    2. Sperimentazione nelle classi delle unità didattiche
    3. Verifiche e azioni di recupero in itinere
    4. Verifiche finali e valutazione del processo di insegnamento/apprendimento

    e attraverso i seguenti percorsi metodologici e strumenti

    • Ricerca / azione attraverso la consulenza di esperti disciplinari
    • Attivazione di "laboratori didattici"
    • Apprendimento cooperativo
    • Sperimentazione nelle classi e verifica
    • Rilancio della sperimentazione per l'anno seguente